domenica 1 luglio 2018

da "Alle olimpiadi di grammatica" di Fabiana Sarcuno: alcune frasi...


Ma, in fondo, dove vado? Inchiodo e comprendo che in realtà non mi sono mai mosso. Ho solo fatto un giro in tondo e sono tornato al punto di partenza.



"Ho la sensazione che tutte le mie certezze possano essere messe in discussione e scompigliate su questi binari: forse mi trovo su un treno incantato, che mi spinge a riordinare gli appunti nel mio taccuino e a scrivere come un matto".



"Il prof va avanti e parla al pubblico: la sua fragilità quest'anno è stata una scoperta, che lo rende ai miei occhi più autentico e umano".



lunedì 25 giugno 2018

Villa Taranto


salpando verso Villa Taranto!





ecco un locus amoenus degno di suggestioni letterarie...














mercoledì 20 giugno 2018

Acque pensose, lacrime appese e specchi che deformano le immagini


Così saremo noi
fanciulli stupiti
sorpresi incuranti
dell'addio
delle lacrime in punta di piedi
per non cessare mai
di spartire
il principio di ogni ricordo
docili ai comandi del cuore
ribelli alla fine
al momento dell'addio
e alle lacrime appese al tempo.

Fabiana Sarcuno


La scuola è un mondo in miniatura. Dovrebbe essere uno specchio della realtà, solo che a volte deforma le immagini.
da "Il diario di Edo"



"C'è qualcuno?" domandò il giovane con aria diffidente.
"Qualcuno" rispose Eco.
"Perché non ti fai vedere? Vieni fuori!" comandò Narciso, sempre più spazientito.
"Fuori!" fece la ninfa, che prontamente uscì dal cespuglio, dirigendosi a braccia aperte verso l'aggraziatissimo fanciullo.
"Non ti azzardare" disse Narciso, scostandosi, "come ti permetti di abbracciarmi?"
"Di abbracciarmi" ripeté sommessamente Eco, con le lacrime agli occhi per la cocente delusione.
(da "Mitica Grecia" di Fabiana Sarcuno)


Non dire nulla.
Dubbi sono i pensieri
e nebbia la verità.
Non ti resta che ascoltare
perdutamente
il quieto mormorio
di queste acque pensose,
confortate dalla sera,
cuore privo di assalti,
e io seguiterò a vergare carte
delle mie trepide illusioni
a brandire spade per te
nei giorni fugaci.
Taci.

da "Ancora tenterò la mia lira"
di Fabiana Sarcuno


martedì 5 giugno 2018

"travel" a Matera


"è proprio vero: ogni viaggio porta con sé un travaglio, infatti gli inglesi ci hanno preso di brutto inventando la parola travel, che contiene in sé tutta l'inquietudine che provo mentre sono lontano da casa e dalle persone che amo, irraggiungibile persino a me stesso."
da "alle olimpiadi di grammatica" di Fabiana Sarcuno



"Viaggiate, viaggiate pure. Anche solo con la mente. E perdetevi ogni tanto. Perché è bello perdersi, le persone che non si perdono mai... non sanno che cosa si perdono! Ma non dimenticate mai chi siete e che cosa siete chiamati a compiere"
da "Il diario di Edo" di Fabiana Sarcuno



"In generale la scuola sarebbe anche bella se non fosse piena di donnacce e talvolta anche uomini che esercitano il mestiere più antico del mondo: sto parlando degli insegnanti."
(da "Il diario di Edo" di Fabiana Sarcuno)


mercoledì 23 maggio 2018

Vie colme di stupore e passi vacillanti


Il tuo passo deciso non vale a nulla. Sarà quest'incedere barcollante, da vecchio, a condurmi a destinazione. La nostra forza è la nostra debolezza.
da "Non ho una lira"




Magari c'imbattiamo
in vie colme di stupore
e non ce ne curiamo.

Fabiana Sarcuno

venerdì 18 maggio 2018

Gita scolastica a Firenze: ovunque è poesia!




Godi, Fiorenza, poi che se’ sì grande,
che per mare e per terra batti l’ali,
e per lo ’nferno tuo nome si spande!
    Tra li ladron trovai cinque cotali
tuoi cittadini onde mi ven vergogna,
e tu in grande orranza non ne sali.






A egregie cose il forte animo accendono
l'urne de' forti, o Pindemonte; e bella
e santa fanno al peregrin la terra
che le ricetta.




La gloria di colui che tutto move 
per l'universo penetra, e risplende 
in una parte più e meno altrove.

Nel ciel che più de la sua luce prende 
fu' io, e vidi cose che ridire 
né sa né può chi di là sù discende;

perché appressando sé al suo disire, 
nostro intelletto si profonda tanto, 
che dietro la memoria non può ire.













mercoledì 16 maggio 2018

Edo, il viandante, il mare


Siamo viandanti inquieti, mai domi: il nostro mare avrà sempre un tumulto dentro sé.
(Fabiana Sarcuno)



"Ti capisco. Vorrei dirti di non temere la poesia che ti porti sulle spalle e che questo buio puoi imparare ad amarlo.
Devi farlo esplodere come un urlo in fondo al mare. Io alle nostre paure voglio già bene perché sono parte di noi".
da "Il diario di Edo" di Fabiana Sarcuno